PASSITO DI PANTELLERIA
Tipologia: Vino dolce
Denominazione: Passito di Pantelleria DOC
Vitigno: 100% Zibibbo (Moscato di Alessandria)
Zona di produzione: Pantelleria
Tipo di suolo: sabbioso di origine vulcanica
Gradazione alcolica: 14-15% a seconda dell’annata
Zuccheri: 120g/l
Temperatura di servizio: 14-18 °C
Abbinamenti: dessert, formaggi stagionati e miele, anche da solo come vino da meditazione
Formato: 50 cl
Allergeni: Contiene solfiti
Descrizione
Il re dei vini di Pantelleria, pregiatissimo e dal sapore antico. Questo è un vero e proprio archeo-vino, presente sull’isola da più di duemila anni, ed è facile perdersi nel suo magico colore ambrato, nell’infinità di aromi, profumi, effluvi che emanano dal bicchiere e infine al palato nei complessi sapori, sfumature e languori di questo nettare degli dèi.
La vendemmia inizia generalmente a metà agosto nelle zone più precoci, le cui uve sono accuratamente selezionate e utilizzate per l’appassimento naturale al sole, necessario per la produzione del Passito. Il processo dura circa 30-35 giorni, durante i quali le uve vengono girate più volte per permettere un appassimento omogeneo del grappolo. Inizia quindi, nella piccola cantina la sgrappolatura manuale, acino per acino. Gli acini appassiti verranno quindi posti, gradualmente nel mosto di uva fresca ancora in fermentazione, proveniente da un’altra vendemmia successiva alla prima: l’acino secco, a contatto con il mosto, lentamente si reidrata e cede tutte le sostanze aromatiche e zuccherine che si sono accumulate durante il processo di appassimento, prolungando la fermentazione e alzando il livello zuccherino.
Come tutte le uve di Pantelleria, la gestione del vigneto si serve del solo ausilio di piccoli motocoltivatori o trinciaerba, ma sotto ogni pianta solamente l’uomo può arrivare con la sola zappa. Anche la vendemmia e ogni altra operazione sulla vigna sono completamente manuali.
Questa etichetta, sviluppata in occasione del centenario dell’azienda, è una rivisitazione dell’antica etichetta del 1920, la DOC è stata modificata ma tutto il resto è stato mantenuto tale e quale. Nell’etichetta originale, il sigillo in cera lacca portava il simbolo dell’aquila fascista, ora fortunatamente sostituita dall'”Italia turrita”, un antico simbolo latino e repubblicano che si trovava anche nelle vecchie monete da 100 lire. Il nome del vino è “Cimillìa” che sarebbe la contrada dove si trova la cantina.